04.11.09 00:00 Età: 305 days

Risposta all'articolo apparso sul Quindicinale Dom del 31-10-2009

Categoria: Notizie da Prosnid

Autore: "Ufficio Stampa" - www.prossenicco.com

Risposta relativa all'articolo "Polemiche inutili che non giovano al paese" di G. Carniato, in cui è contestata la precisazione dello staff di questo sito internet all'articolo "C'è un Prossenicco da salvare" (articoli del 31-1-2009 e del 14-2-2009).

Prendiamo atto della risposta sul Quindicinale Dom da parte del giornalista Gianpietro Carniato e non possiamo fare altro che confermare quanto abbiamo scritto nella nostra annotazione. 

La "nota" da noi scritta non vuol essere un'offesa (o polemica, come definita ingiustamente ed in modo provocatorio) né nei confronti dell'ottimo operato del Quindicinale Dom (siamo abbonati da oltre vent'anni), né nei confronti dello stimato giornalista, né tantomeno nei confronti della Sig.ra Bruna Balloch, autrice della raccolta denominata "Mlada Lipa".

Con la nostra "nota" si è voluto semplicemente portare a conoscenza che non tutte le citazioni (cioè le trascrizioni testuali nell'articolo, da parte del giornalista, degli appunti, memorie, ecc.), pubblicate negli articoli del 31-1-2009 e 14-2-2009 da parte del giornalista Gianpietro Carniato e riguardanti il tema "C'è un Prossenicco da salvare", sono state prelevate dalla raccolta di appunti/memorie della Sig.ra Balloch, come ben inteso nei medesimi articoli: queste citazioni, in buona parte, sono il frutto di ricerche autonome di carattere storico, svolte da un terzo riportato nella bibliografia seguente. Tali ricerche riguardano la storia del paese, avvalendosi della collaborazione di alcuni anziani abitanti del luogo, per un concorso bandito dall'Associazione Lintver (circa 10 anni fa) tramite l'Università di Udine a cui ha partecipato anche la Sig.ra Balloch presentando un altro testo (di natura ben diversa).

Nella nostra "nota", incriminata nell'articolo del 31-10-2009, non abbiamo messo in discussione quanto può concernere il copyright della raccolta "Mlada Lipa" ma semplicemente, a nostro avviso, ci sembra assurdo che negli articoli del 31-1-2009 e 14-2-2009 si sostenga che le citazioni provengano dalla raccolta di appunti/memorie della Sig.ra Balloch, quando queste, in via del tutto casuale, si presentano nelle ricerche storiche (che vi abbiamo descritto precedentemente) mai cedute personalmente dal proprio autore alla Sig.ra Balloch.

Rendiamo noto che i quaderni di "Mlada Lipa" presentano sì la storia di Subit, ma anche le tradizioni che in buona parte erano comuni anche per il paese di Prossenicco.

Di seguito, ci sentiamo in dovere di giustificare la nostra tesi riportando le citazioni trascritte negli articoli del 31-1-2009 e 14-2-2009 seguite dalla loro reale bibliografia (libri alla nostra mano):

  • "nel 600-700 solamente la più dura necessità poteva aver spinto degli esseri umani a stabilirsi nel catino naturale contornato dai monti Mia, Stol, Nero e Joanaz, un territorio che li ha sempre costretti a un duro lavoro. Nondimeno, un tempo c'erano molti campi coltivati a patate, fagioli, mais, lino, canapa, avena, miglio, frumento e segala. Mentre altri appezzamenti erano lasciati a prato per la produzione di foraggio per gli animali." - proviene dal libro "Gli Sloveni del Friuli" di Izmail I. Sreznevskij;
  • "Nonostante la devastazione edilizia provocata dal terremoto del '76 - si legge nelle note di Bruna Balloch - è ancora possibile vedere alcune case in pietra che hanno mantenuto la caratteristica scala in legno e ballatoi esterni." - proviene dal libro "TAIPANA - Cultura Gente Storia" di Cristiana del Bene, Tarcisio Venuti, Giorgio Banchig, Riccardo Ruttar;
  • "La parlata locale non ha subito grosse influenze dal friulano e dall'italiano, perché gli scambi commerciali avvenivano prevalentemente con i paesi frontalieri di Slovenia, ma anche perché da sempre si registrarono matrimoni incrociati" - proviene dalle ricerche storiche di M. Miscoria;
  • "Per quella solennità erano molte le persone che giungevano dai vicini paesi sloveni. La gente arrivava a Prossenicco la sera prima e veniva ospitata nelle case e nei fienili, creando un clima di familiarità." - proviene dalle ricerche storiche di M. Miscoria;
  • "Gli abitanti di queste vallate a cavallo del Natisone sono portatori di una cultura secolare. E' grazie anche all'isolamento territoriale e al carattere di persone attaccate alle proprie radici che si è potuto tramandare nei secoli e far arrivare ai giorni nostri anche particolarità la cui origine si perde nella notte dei tempi. Ho trovato, infatti, tante testimonianze che mi hanno permesso di entrare in un mondo scomparso" - proviene dalle ricerche storiche di M. Miscoria;
  • "Anticamente nel Namlen - si legge tra le note - venivano fabbricati i coppi e le pianelle per ricoprire i tetti. I coppi, costruiti con argilla, terra e acqua impastate, erano messi ad asciugare in stampi di legno. Già nel 1800, i giovani che emigravano li portavano in Austria. Ma più in generale erano venduti un tanto al pezzo e trasportati nelle gerle fino a Canebola, Forame, Subit, Attimis, località alle quali si accedeva a piedi, attraverso i sentieri. La strada, infatti, fu costruita soltanto nel 1935" - proviene dalle ricerche storiche di M. Miscoria;
  • "I ragazzi di dodici anni già andavano a lavorare come fornaciai fino a Monaco di Baviera. Mentre agli inizi del 1900, i bambini di sette/otto anni, assieme a qualche adulto, partivano al chiaro di luna, alle due di notte, con destinazione il monte Mia per raccogliere le fragole. Spesso dormivano fuori, alle intemperie o in qualche rifugio di fortuna, per poi portare i frutti fino a Caporetto e a Cividale, ma anche al mercato di Udine" - proviene dalle ricerche storiche di M. Miscoria;
  • "La canapa, seminata nei campi, veniva raccolta e immersa nell'acqua, in vasche di pietra situate vicino al mulino di Blas, quindi veniva battuta per rendere il tessuto più morbido e poter tessere il filo al telaio, che era grande e di legno, situato nella casa di Cauz. Se ne ricavavano lenzuola, pantaloni e vestiti chiamati "mslane"" - proviene dalle ricerche storiche di M. Miscoria;
  • "Le persone trascorrevano molto tempo all'aperto a pascolare le bestie e per ripararsi dalla pioggia usavano mantelli chiamati "tabar", prodotti con lo strato intermedio della corteccia di tiglio, ridotto a striscioline da intrecciare tra loro. Con questi mantelli la gente poteva stare sotto la pioggia per 24 ore senza bagnarsi". Altro aspetto di notevole importanza era rappresentato dai mulini. "Un tempo ce n'erano diversi, almeno cinque o sei. Quello più recente, datato 1870, era il mulino di Blas, situato nel torrente Lerada, sotto il paese. Funzionava naturalmente ad acqua e quando d'inverno il torrente ghiacciava la gente era costretta a portare a piedi il grano a macinare nei paesi limitrofi della Slovenia, a Logje e Sedlo" - proviene dalle ricerche storiche di M. Miscoria;
  • "Durante l'anno 1664 molta gente morì di fame e di stenti perché i raccolti furono quasi nulli. Devastante fu anche la siccità che colpì Prossenicco dal 15 novembre 1778 al 22 aprile 1779, quando non cadde una sola goccia di pioggia e non nevicò. Si seccarono tutte le viti e molti alberi, e l'intero monte Mia fu devastato dagli incendi. " - proviene da un libro di Mons. Ivan Trinko;
  • "Da allora, al persistere della siccità, era tradizione che la gente di Prosnid si recasse a Breginj per implorare la pioggia. La preghiera era così recitata:"Nismo uriedni ma potriebni" - "Non siamo degni ma necessitiamo" " - proviene dalle ricerche storiche di M. Miscoria;
  • "Senza strade, per spostare grosse quantità di legname da vendere, si accatastava il materiale sulle rive del Natisone, aspettando la piena del fiume per poterlo mandare a valle. Le carbonaie furono il risultato delle difficoltà di trasporto del legname che veniva cotto secondo un particolare procedimento e, trasformato in carbone, veniva messo in sacchi e venduto. La calce, invece, era ricavata cuocendo le pietre e usata per disinfettare le case, le stalle e i porcili. Per concimare i campi, infine, la gente attendeva la neve e per mezzo di slitte portava il letame nei campi. In assenza di neve il materiale veniva trasportato con le gerle" - proviene dalle ricerche storiche di M. Miscoria.

 

Tutto ciò in sintesi si può identificare in un palese errore del giornalista: le citazioni (documentazioni) che qui sopra abbiamo riportato, sono tutte (ma proprio tutte) presenti (scritte parola per parola: fate una ricerca del paragrafo con Google se non ci credete) nel sito www.prossenicco.com, completato in tutti i suoi contenuti testuali (come ben sanno anche i suoi numerosi visitatori, dall'inizio del 2008) già da prima della scrittura dei due articoli. Questo può portare solo a determinate conclusioni...

Siamo dispiaciuti che la Sig.ra Balloch sia stata indebitamente trascinata in questa vicenda, perciò a questo punto invitiamo la Direzione del Quindicinale Dom a prendere opportuni provvedimenti.

Ci affidiamo alla comprensione dei lettori per opportune deduzioni, auspicando che l'inesattezza si sia così finalmente chiarita.

 

Lo Staff di www.prossenicco.com

 

 


Commenti
Sandro, 12-11-09 23:36:
Una sola cosa è certa da queste piccole accuse incrociate ...Nessuno ci fa una bella figura ne giornalisti ne giornale ma tantomeno lo staff!
Scusate ma per sapere tutto quanto sopra elencato non c'era bisogno ne della Signora Balloch ne delle ricerche di M.Miscoria ...Bastava avere un orecchio attento hai racconti dei nostri avi e di chi come loro la storia la vissuta (ultimi 100 anni) e grazie ai suoi ricordi ce l'ha tramandata..
Amicalmente Sandro
Cerchiamo di usare questo meraviglioso sito per unire confrontarci ritrovarci ma non per dividerci!
Staff - www.prossenicco.com, 13-11-09 14:38:
Sì, ma attribuire il lavoro di una persona ad altre non ci sembra corretto. La nota comunque non voleva essere un motivo di divisione ma semplicemente una precisazione. E di Prossenicco basta che se ne parli, il giornalista ha fatto una ottima pubblicità al sito e per questo gliene siamo grati!!!
Herzliche Grüße Sandro!
Sandro, 14-11-09 22:59:
Grazie per la risposta ....Non era neppure mia intenzione creare polemica ..... :-)
P.S. Per i saluti ....abito nel cantone francese... hehehe

Aggiungi un commento alla News

* - campo obbligatorio

*





*
*