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Aspetto geologico

La zona del "Torrente Lerada" poco frequentata ed attraversata praticamente da un'unica viabilità forestale presenta notevoli peculiarità sotto l'aspetto geologico.

Sotto l'aspetto tettonico generale si ricorda che nella zona di Prossenicco sono presenti faglie ad andamento NW-SE e NNE-SSW.

In riferimento invece alla neotettonica, ossia a quei movimenti della terra avvenuti in tempi più recenti (anche storici), si può stimare un sollevamento generale del territorio, causa principale della formazione delle caratteristiche forre e approfondimenti come ad esempio quello a Ponte della Capra. I corpi rocciosi presenti sono essenzialmente riferibili ai calcari a rudiste (calcari fossiliferi bianchi stratificati) ed alla formazione flyschoide di composizione prevalentemente calcarenitica e marnosa. Il flysch, lo ricordiamo, è quella roccia ben nota anche ai meno esperti in quanto molto frequente in Friuli e formata da una fitta stratificazione di alternanze di marne ed arenarie.

I livelli a fitta stratificazione tipici della formazione arenaceo marnosa, sono presenti a valle del Ponte della Capra, messo a nudo dai fenomeni di erosione spondale. Sono anche presenti, nei pressi di Prossenicco, alcuni depositi di origine morenica.

La roccia carbonatica, che costituisce la destra idrografica del torrente Lerada, è presente anche nella vicina Piana delle Farcadizze, dove si sono originati dei tipici fenomeni carsici, quali doline, inghiottitoi e grotte a prevalente sviluppo verticale.

Tra le varie è interessante citare la voragine denominata "Grotta dell'Orco", profonda oltre 110 metri. Sotto l'aspetto geomorfologico è da sottolineare l'incisione fluviale operata nei calcari e nelle calcareniti da parte del Lerada con formazione di una caratteristica forra con i tipici meandri, i cui terrazzi in roccia presentano, lungo un tratto di circa 10 metri, un notevole dislivello rispetto al fondovalle.

Sotto l'aspetto delle particolarità ambientali l'elemento principale presente, per il quale si è peraltro ritenuto creare l'A.R.I.A. in esame è proprio la forra del torrente Lerada. Si tratta di un'incisione operata dall'azione corrosiva delle acque nelle rocce calcaree e calcarenitiche, dando origine alle ben note forme quali canyon, marmitte o incisioni meandriformi. Anche a valle del Ponte della Capra non mancano infine aspetti ambientali d'interesse; il torrente scorre infatti sempre incassato rispetto alle sponde, mettendo in luce stratigrafie singolari in un ambiente molto selvaggio e solitario, con un percorso di circa 2 chilometri prima di immettersi nel Fiume Natisone.

 

La flora
Bosco a Faggeta - Bosco a Aceri-Frassineto
Bosco a Faggeta - Bosco a Aceri-Frassineto

Faggeta: luci e colori intensi (versante nord del Gran Monte e Parco del Lerada).

Carpineto con frassino: esempi di rara bellezza si trovano lungo il corso del rio Bianco, del Namlen e del Lerada.

Aceri-frassineto: fusti alti, elevata luminosità, mirabili fioriture primaverili nel sottobosco (estesi in tutta l'area).

 

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La fauna dei torrenti del Natisone (Sorgenti del Natisone e del Lerada)
Salamandra pezzata
Salamandra pezzata

 

Anfibi e rettili

Tra tutti, solo la salamandra pezzata (Bufo bufo) arrivano anche a deporre le uova in questi ambienti caratterizzati da acque con correnti piuttosto forte. Tra i rettili è possibile la presenza della biscia tessellata (Natix tesselata) che nutrendosi di pesce frequenta regolarmente le anse fluviali alla ricerca delle sue prede.

Tra le specie tipicamente montano-alpine è possibile trovare il tritone alpino (Tritus alpestris) e la Rana montana (Rana temporaria) ritrovabili, ad esempio, nella palude presso Ponte Vittorio Emanuele, un biotopo palustre formato da diverse raccolte di acqua che si trovano nei pressi del corso del Natisone, utilizzate durante il periodo primaverile.

La vipera comune (Vipera aspis) è abbastanza diffusa nell'area ma non sembra mai essere particolarmente frequente.

 

Pesci

Grazie alle caratteristiche dell'acqua del Fiume Natisone, molto ossigenata e prive di vegetazione acquatica, possiamo trovare le seguenti specie acquatiche:

- Scazzone (Cottus gobio);

- Trota Fario (Salmo trutta).

 

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Mammiferi

I mammiferi sono rappresentati in zona da numerose specie. Tra i soricidi va menzionata la presenza del toporagno alpino(Sorex alpinus). Molto frequente è il toporagno comune (Sorex araneus) che assieme al toporagno nano (Sorex minutus) sono le specie numericamente dominanti tra le cenosi di micro mammiferi dell'area. Le crocidure invece sembrano alquanto rare e localizzate.

Nell'area dovrebbero essere presenti sia la Crocidura odorosa (Crocidura suaveolens) sia la Crocidura bicolore (Crocidura leucodon) dato che la loro presenza è stata accertata in diverse località delle Prealpi Giulie orientali. Tra i gliridi si segnala la presenza del Ghiro (Glis glis) che risulta molto comune in tutti i boschi della zona, mentre il moscardino (Muscardinus avellanarius) sebbene abbastanza diffuso, non raggiunge mai densità di popolazione molto elevate.

La scarsità di dati riferibili a questa specie deve comunque essere imputata anche a difetto di ricerca poiché viene difficilmente catturata con le normali metodologie. Tra i topi veri e propri nell'area di studio è possibile incontrare il Topo Selvatico dal collo giallo (Apodemus flavicollis) e il topo selvatico (Apodemus sylvaticus).

Tra le arvicole sono probabilmente presenti l'arvicola delle nevi (Chionomys nivalis), il campagnolo rossastro (Clethrionomys glareolus) e l'arvicola del Liechtenstein (Microtus lichetensteini). Anche i carnivori sono rappresentati in zona da numerose specie. Tra i mustelidi risulta sicuramente comune la faina (Martes foina) che non di rado svolge attività nelle immediate vicinanze delle abitazioni umane. Decisamente più scarsi sono i dati relativi alla martora (Martes martes) che risulta condurre vita più riservata all'interno dei boschi maturi.

Sicuramente questa specie è presente nei dintorni di Tanacertegna dove coabita con la faina. Anche il tasso (Meles meles) è presente in zona con discrete popolazioni la cui presenza è evidenziata dai sistemi di tane che la specie costruisce e utilizza in compartecipazione con altri esemplari. La donnola (Mustela nivalis) e l'ermellino (Mustela erminea) dovrebbero essere presenti entrambi, ma al momento non si conoscono segnalazioni sulla loro presenza nell'area indagata.

La puzzola (Mustela Putorius) è stata segnalata varie volte nei dintorni di Prossenicco e dovrebbe essere abbastanza frequente nei boschi che si sviluppano lungo il corso del T. Lerada. Diffusissima e molto comune in tutta l'area risulta essere la Volpe (Vulpes vulpes) che si spinge con una certa frequenza sino a quote piuttosto elevate. Anche il gatto selvatico (Felis silvestris) è molto comune su tutte le Prealpi Giulie Orientali, dimostrando una certa preferenza per ambienti dove durante il periodo invernale la neve non permane a lungo al suolo e dove vi sia abbondanza di rocce, tra le quali trovare rifugio.

Particolari luoghi di caccia utilizzati dalla specie sono i boschi di latifoglie di media quota e le praterie con massi esposti posizionate sui versanti meridionali del Gran Monte. La Lince (Lynx Iynx) è stata segnalata diverse volte per queste zone anche se è molto difficile fare stime relative all'abbondanza di questa specie sull'arco Prealpino.

Macereti e praterie cacuminali del Gran Monte sono abitate da rade popolazioni di Lepre alpina (Lepus timidus varronis), mentre i boschi e le radure sono frequentati dal capriolo (Capreolus capreolus) che è molto comune in tutta l'area considerata. L'orso (Ursus arctos) viene segnalato con una certa frequenza nei dintorni meridionali e orientali dell'area dove sembra che ci sia un discreto movimento di questi animali che sembrano prediligere aree ricoperte da boschi di latifoglie e prive di forti dislivelli.

Presenti anche il cinghiale e il camoscio.

Cervo

Capriolo

Riccio

Camoscio

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Gufo comune
Gufo comune

Volatili

Il Gran Monte , così come tutto il territorio prealpino, costituisce un'area di estremo interesse ornitologico grazie alla presenza di estese aree prative che offrono un habitat ideale a molte specie ornitiche divenute ormai piuttosto rare su tutto l'arco prealpino per diverse cause. Una presenza di grande rilievo e di interesse comunitario primario risulta essere il re di quaglia (Crex crex) che in zona appare essere comune nei prati di media quota, anche in prossimità di piccoli centri abitati.

Va inoltre ricordato che le aree aperte costituiscono anche il territorio di caccia di diversi rapaci diurni quali l'aquila (Aquila chrysaetos), il falco pellegrino (Falco peregrinus) e il biancone (Circaetus gallicus). Tra i grossi rapaci va menzionata anche la presenza del Grifone (Gyps fulvus). L'area del Gran Monte si trova sulla direttrice di spostamento degli animali dalle colonie di nidificazioni presenti nel Quarnaro e gli ambienti di estivazione in territorio alpino.

Le pendici del Gran Monte, così come tutte le praterie con pareti rocciose vengono abitualmente utilizzate dai grifoni quali aree di sosta abituali. Anche i passeriformi sono presenti con diverse specie in questi ambienti. Tra queste è possibile osservare il fanello (Carduelis cannabina), che dimostra una certa preferenza per i versanti meridionali più caldi.

Tra i rapaci notturni presenti nell'area considerata va menzionato il gufo reale (Bubo bubo) che predilige ambienti rupestri, e l'allocco (Strix aluco) presente nei boschi dai fondovalle sino al limite della vegetazione arborea.

Anche la Civetta capogrosso (Aegolius funereus) nidifica all'interno dei boschi sopra gli 800 metri di quota. Tra le specie di una certa importanza va menzionata la presenza del gallo cedrone (Tetrao tetrix) specie per la quale è stato notato un successo riproduttivo più elevato rispetto alle zone alpine più interne, apparentemente anche più idonee.

Tra le specie principali va segnalata la Cinciallegra e la cincia bigia. Inoltre è presente il picchio rosso (Picoides major) mentre più raro sembra essere il picchio cenerino (Picus canus).

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Civetta

Picchio nero