TRADIZIONI

 

 

Matrimoni - Ženitke

 

 

Le nonne si sono sempre rivelate eccezionali quando, tanti anni fa si incontravano e si scambiavano la "presa" un pizzico di tabacco da fiuto magari proveniente da Robedischis (SLO) o come, diciamo oggi, da "sniffare". Questo atto di cortesia nascondeva un preciso scopo cominciavano a tessere le lodi dei propri nipoti in età da sposare.

E da lì nasceva la cosa... le ragazze cominciavano a preparare il corredo molto prima di essere fidanzate. Le lenzuola avevano il monogramma ricamato con le iniziali della sposa e i materassi erano dei semplici saccocci di cartocci di pannocchie. I matrimoni in un piccolo paese sono sempre stati un grande avvenimento e consistevano in un grande avvenimento anche se un'ottantina di anni fa consistevano di una semplice cerimonia che si svolgeva ad Attimis davanti al Parroco prima, e poi in Comune, ovviamente le coppie ad Attimis si recavano a piedi attraverso il sentiero.

Chi poteva faceva una breve sosta per bere il caffè in osteria oppure ritornava a casa a piedi dopo la cerimonia. Erano presenti gli sposi, pochi parenti ed i testimoni. E' anche successo che per pagare meno il Parroco, si sono presentate due o tre coppie, ma questo ha fatto pagare a ciascuno il suo, una delle spose ha contestato ciò al Parroco, ma questi rispose:"No ere une messe, ere un messon!".

Se un ragazzo prendeva in sposa una ragazza di un altro paese, le coetanee della sposa bloccavano la coppia sotto il portone (Veniva costruito con alcuni pali rivestiti con aghi di pino, in modo da formare un'arcata) e per farli passare li costringevano a pagare una tassa (Uargia) che serviva per essere spesa nelle osterie dove i giovani brindavano alla nuova famiglia.Se succedeva il contrario era il turno dei ragazzi.

Quando si risposava una vedova tutta la popolazione e non solo i giovani correvano dietro gli sposi, facendo rumore con qualsiasi arnese o strumento (pentole, trombe, coperchi,...) fino ad ottenere il pagamento della "Uargia".

Nonostante miseria c'era uno scambio di regali tra la suocera e la nuora: un fazzoletto per il capo, un grembiule, piccole cose ma obbligatorie. Un poco alla volta le cose cambiarono in meglio perchè le ragazze a servizio presso: famiglie di avvocati, medici, dentisti,... in città come Milano, Roma, Torino, Napoli e si preparavano da sole il corredo e sostenevano il costo del matrimonio, quindi comparvero i vestiti bianchi, i confetti, i fiori, i mobili.

Il pranzo veniva organizzato nelle case con primi piatti, secondi piatti, vini scelti e dolci. Tra gli invitati c'era sempre il Parroco del paese.

 

1° Gennaio

Era un'usanza, per i ragazzi del paese, quella di passare di casa in casa il 1° gennaio ad augurare Buon Anno. Una volta fatti gli auguri ad una famiglia, essi ricevevano la "Coleda", cioè noci, mandarini, biscotti,...

 

Epifania

In occasione dell'Epifania, nei campi venivano fatti degli enormi covoni con le canne e le foglie di pannocchie, un po' come la tradizione friulana del "Pignarul", si facevano tanti falò che ardevano a lungo intorno al paese e la gente cantava dicendo in sloveno:

"Bog dejte penogle, Bog dejte zdravlje se naprej".

che tradotto in italiano significa "Il Signore ci dia delle grandi pannocchie e tanta salute per il futuro".

 

Carnevale

Per il Carnevale non mancavano le sfilate in maschera e spesso le donne per confezionare gli abiti con le lenzuola e biancheria varia, lavoravano anche notti intere. Il paese si divideva in due fazioni formate da quelli che abitavano in centro e nel Piccolo Borgo chiamati "Uoslagn" e quelli che abitavano all'inizio del paese "Petociagn". Bisogna ammettere che c'è stata sempre una certa rivalità tra le parti ed in questo clima si organizzavano delle sfide e vincevano coloro che proponevano la sfilata più bella e caratteristica.

Il penultimo giorno di Carnevale si usava andare per il paese con la fisarmonica bussando di casa in casa, offrendo del vino e ricevendo in cambio ciò che ogni famiglia poteva dare: uova, salame, un po' di formaggio e così via. Alla fine i giovani raccoglievano quanto avevano ricevuto e festeggiandolo lo consumavano in allegria.

 

Canzoni

Alcune, tra le canzoni tipiche di Prossenicco, cantate solitamente in osteria e nei campi durante il lavoro erano:

 

GOR IN DOL PO SRED VASI

Gor in dol po sred vasi,

pred moje jubice kanbrico,

pred moje jubice kambrico,

zauojo trù-la-laj-là

 

Odpri mi jubica kambrico

saj vieš za mojo nevadico,

saj vieš za mojo nevadico,

zauojo trù-la-laj-là

 

Ne bon odperjala kambrice

kjer vse se čuje do mamice,

kjer vse se čuje do mamice,

zauojo trù-la-laj-là.

 

clicca qui per ascoltare la canzone

 

PREUOZKE SO STAZICE

Preuozke so stazice,

preduge so poti,

za k moji jubici priti

predelec se mi zdi.

 

Pa vseglih bom pritapu

okuole pounoci,

no malo se bom odkaš ju,

se jubca prebudi.

 

Se je jubca prebudila,

se milo jokala,

je fantica zagledala,

se smeje iz srca.

 

Petelincek je zapieu

uonè je bjeli dan,

jest grem od jubice svoje

ves trudan an zaspan.

 

Presneta ta jubezan,

jubezan fantovška,

tri urce po teli stazici,

poprej ku bom domà.

 

 

GREMO NA STAJARSKO

Gremo na Štajersko,

gledat kaj djelajo,

gledat kaj djelajo,

ljubice tri.

 

Prva je kejnarca

druga je kogarca,

treca je jubica

muojga srca.

 

Prva m je dala pit

druga m je dala jest,

treca m je dala

dan pušjac rudec.

 

 

S. Rosario

La prima domenica del mese di ottobre, a Prossenicco, si può assistere alla classica processione della Madonna.Durante questa festa, c’era la tradizione di ospitare la gente che veniva anche dalla vicina Slovenia. La sera prima, venivano alloggiati presso le case e i fienili creando un clima di familiarità.

 

Ninna Nanne

Per addormentare i bambini, a Prossenicco, ogni famiglia possedeva diverse ninne nanne. Di seguito, ne vengono riportate alcune:

 

LESIZA LESIAK

 

Lesiza Lesiak,

cio rado plesat,

ku zove jokat

gnih mat ih nejce nehat.

 

 

PIULN PAULEN

 

Piuln Paulen

kokocjc je stuko

babo to loncec.

 

Corpus Domini

Il Corpus Domini veniva celebrato sollennemente in tutto il paese, con i canti i fiori, le preghiere e la processione. Procedeva il sacerdote con l'Ostensorio, il Corpo di Cristo (Sveto Božje Telo), veniva portato per le stradine del paese. Apriva il corteo la Croce, ai lati i chierichetti con i candelieri, seguivano gli uomini e i bambini spargevano a terra fiori e corolle prima del passaggio del sacerdote con il Corpo di Cristo.

Di buon mattino, uomini e donne di ciascun borgo era al lavoro, piantati quattro pali nel punto più adatto gli uomini legavano ad arco, alle quattro estremità delle stecche flessibili, formando una cupoletta. Coprivano la Cappelletta con rami fioriti di frassino e tiglio; fatto lo scheletro, le donne rivestivano le pareti con bianche lenzuola del loro corredo e con le lenzuola più ricamate vestivano il tavolino-altare.

Dalle finestre delle case pendevano tovaglie ricamate; sul bordo della strada vasi di geraneo. Arrivato il corteo, il sacerdote posava il Santissimo dinnanzi l'altarino, recitava delle preghiere alle quali rispondeva la gente in coro.

 

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Riferimenti da: "Mlada Lipa" di Bruna Balloch; "Slovenske beneške narodne, birticeve in druge pesmi" di Anton Birtic.

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